November 15, 2022
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Gaslighting: cos'è e perché è così impercettibile?

"Mi sono immaginato tutto?", "Sto impazzendo?", "Sono io il problema? La comparsa di queste domande ci porta a pensare che ci possa essere una manipolazione psicologica. Se le riconosci, o se ti è stato fatto credere che la realtà che percepisci è una tua invenzione, potresti essere stato vittima di gaslighting.

Che cos'è il gaslighting?

Il gaslighting è definito come un abuso psicologico ed emotivo, in cui il manipolatore cerca di alterare la percezione della vittima in modo che metta in dubbio il proprio giudizio. 

L'origine del termine deriva dall'opera teatrale e dal successivo adattamento cinematografico Gaslight (1938). In essa, un marito manipola la sua compagna e cerca di convincerla che sta "perdendo la testa" e che si sta immaginando certi eventi per riuscire ad avere la meglio. Ad esempio, abbassa la luce della lampada a gas (da cui il nome del film), ma poi insiste che non è vero e che è tutto frutto dell'immaginazione della moglie. La sua manipolazione è sottile e furtiva, quasi impercettibile e, nonostante sia una bugia, finisce per insinuarsi nella protagonista, poiché l'incertezza non uccide, ma mortifica.

"Farsi un film", "essere sempre sulla difensiva" e "wow, sei così sensibile" o "sei così suscettibile" sono tecniche comunemente usate che cercano di screditare l'esperienza di ciò che è accaduto. Quali danni possono essere causati dall'essere sottoposti a questa manipolazione? Lo spieghiamo a continuazione.

La genesi del gaslighting

Il gaslighting è una delle forme di manipolazione più accettate e integrate nel discorso sociale odierno, visto che il suo uso colloquiale risale agli anni Settanta. La sociologa Paige Sweet (2019) sottolinea che questa manipolazione è più diffusa nelle relazioni di coppia, soprattutto quelle in cui esiste una forte dinamica di potere, e afferma che le donne sono spesso le vittime predominanti, il che non deve sorprendere. 

Già ai tempi dell'Antica Grecia, l'"irrazionalità", che allora era una caratteristica esclusiva del genere femminile, era associata all'"isteria" (dal greco hysteria, utero o grembo), un disturbo di cui si pensava soffrissero solo le donne. Solo molto più tardi la letteratura clinica ha accettato che anche gli uomini potessero presentare sintomi isterici.

A differenza di una persona con disturbo istrionico di personalità (che in realtà è estremamente sensibile), una vittima di gaslighting viene messa in discussione e accusata di "essere troppo sensibile" attraverso microaggressioni quotidiane, che seminano il dubbio e provocano nella vittima una dissonanza cognitiva, cioè un conflitto interno, in quanto i suoi comportamenti e le sue convinzioni sono in contrasto tra loro.

Le fasi del gaslighting

Chi è a rischio di questo abuso psicologico? Secondo la psicologa clinica Stephanie Sarkis: "Tutti sono suscettibili al gaslighting". Nel suo libro Recognize Manipulative and Emotionally Abusive People -- and Break Free (Riconoscere le persone manipolative ed emotivamente abusive e liberarsi), l'autrice delinea le tattiche e le strategie più comunemente utilizzate e risponde alla domanda più comunemente posta: "Come possiamo non accorgercene?

Non ce ne accorgiamo perché è una manipolazione graduale e sistematica che passa inosservata, che avviene lentamente, ma le cui conseguenze psicologiche possono essere catastrofiche per chi la subisce. Prima di poter individuare questo fenomeno, è essenziale conoscere le fasi che ne costituiscono lo sviluppo:

  1. Idealizzazione. All'inizio non c'è nessun campanello d'allarme. Al contrario, di solito precede una fase nota come "idealizzazione". A questo punto, la vittima si trova a suo agio con il gaslighter, poiché quest'ultimo proietta un'immagine di sé irrealistica e può persino professare sentimenti molto forti verso la vittima e adularla in modo effusivo e intenso, dando l'impressione di essere su un piedistallo. Questo fenomeno è chiamato lovebombing.
  2. Svalutazione. Quando si crea un falso senso di sicurezza e di benessere con il partner, inizia la fase della svalutazione. Secondo la psicologa Laura Fuster Sebastián, la vittima passa dall'essere adorata all'essere messa in discussione, ma il precedente senso di benessere prevale, per cui si sforza di risolvere i malintesi, inizia a prendersi la colpa e a mettere in dubbio il proprio giudizio. 
    Il manipolatore ne approfitta per allontanare la vittima dalla famiglia e dagli amici, utilizzando la stessa tattica: l'uso della menzogna. Perché? È semplice: in questo modo riesce a isolare la vittima dalla sua rete di supporto e, allo stesso tempo, la rende più dipendente dal gaslighter, promuovendo l'idea che sia l'unica persona affidabile e razionale che ha nel suo ambiente. Altre strategie utilizzate sono la proiezione, quando il manipolatore mente, ma invece di assumersi la colpa, accusa costantemente la vittima di mentire; e l'ostruzionismo, quando il gaslighter si trasforma in un "muro di pietra" e ignora completamente la vittima, sia con il suo silenzio che con il suo atteggiamento, come forma di punizione.
  3. Astensione. Tutto questo porta alla fase in cui il manipolatore "allontana" la vittima ed evita del tutto di interagire con lei, un fenomeno noto come ghosting, in cui il gaslighter scompare o si dilegua senza dare spiegazioni.

Il risultato? La vittima, che dubita di essere nel pieno delle proprie facoltà mentali, non si fida del proprio giudizio ed è oppressa da sensi di colpa e rimpianti. Secondo il sociologo Sweet (2019), la vittima può sviluppare bassa autostima, ansia, stress e persino depressione.

Campanelli d’allarme del gaslighting

Di seguito, forniamo esempi di microaggressioni quotidiane e ricorrenti del gaslighting, per poterle individuare più facilmente.

  • Linguaggio molto caratteristico. Sarà accusatorio, sprezzante e infondato. Si cercherà di minimizzare e invalidare l'esperienza dell'altra persona e di dipingere la vittima come "drammatica" o "esagerata". Secondo lo psicologo Fuster, le frasi più usate sono: "ti stai sbagliando di nuovo", "è colpa tua", "hai bisogno di aiuto" e "stavo solo scherzando".
  • Stato di negazione permanente. Eviterà di ammettere il proprio errore e si nasconderà sempre dietro a "non era così" o "hai frainteso", indipendentemente dal fatto che ci siano prove del contrario. Il gaslighter insisterà sul fatto che è l'altra persona a sbagliare. Questa convinzione della sua stessa menzogna seminerà il dubbio nella vittima.
  • Instabilità emotiva. Passerà dal criticare e biasimare la vittima per tutto ("sei sempre la stessa") ad adularla e ricattarla emotivamente ("nessuno ti amerà quanto me"), e così via. In questo modo, da una parte ferirà, ma dall'altra lusingherà. Queste montagne russe emotive cercano di compensare un comportamento tossico con uno falsamente positivo e di causare un deterioramento emotivo e psicologico alla vittima.
  • Isolamento della vittima. Manipolare l'ambiente e isolare tutti coloro che potrebbero incriminarlo o scoprire la sua menzogna. Cercherà di mettere la famiglia e gli amici contro la vittima, utilizzando la strategia del martire. Mentirà anche alla vittima, sostenendo che i suoi cari non fanno altro che criticarlo e sminuirlo. Questo porterà allo sviluppo di una codipendenza tossica tra il manipolatore e la vittima, che sarà accentuata dall'isolamento sociale.

Come interrompere una relazione in cui c'è una dinamica di gaslighting?

Se stiamo subendo gaslighting, dobbiamo intervenire immediatamente. La strategia ideale sarebbe quella di "prendere il più possibile le distanze", secondo lo psicologo Sarkis. Tuttavia, a volte questo non è così facile o non è quello che vogliamo. Può anche succedere che l'autore del reato non sia consapevole del suo comportamento e del danno che sta causando. Sarkis sottolinea anche che, così come un gaslighter ha imparato a relazionarsi attraverso comportamenti disadattivi, può anche abbandonarli o acquisire nuovi comportamenti adattivi e sani.  

In ogni caso, di seguito sono elencati consigli e i suggerimenti per intervenire nel caso di una relazione caratterizzate dal gaslighting:

  • Registrare le informazioni: una cosa semplice come tenere un registro delle interazioni o trascrivere le emozioni e le esperienze può fornire tranquillità e impedire che si crei una dissonanza cognitiva o un conflitto interno tra pensieri ed emozioni.
  • Stabilire dei limiti: se una situazione causa molto disagio, può essere interrotta e ripresa in un altro momento o eliminata definitivamente. In questo senso, è importante sottolineare che la dignità di ogni essere umano deve essere rispettata ed è nostro dovere garantire il rispetto di noi stessi.
  • Evitare la codipendenza: che sia di coppia, tra amici o in famiglia, una relazione di codipendenza non è sana. La relazione più duratura di ogni essere umano sarà quella con se stesso ed è quella di cui bisogna prendersi cura. Dobbiamo partire dal presupposto e accettare che la nostra felicità dipenderà solo da noi e, pertanto, la cura del nostro benessere generale deve essere una priorità.  
  • Lavorare sull'autostima: un modo per mettere a tacere la voce interiore negativa è la ristrutturazione cognitiva. Con questa tecnica cerchiamo di strutturare il pensiero negativo e di trasformarlo in uno positivo. Per ogni idea intrusiva e improvvisa ("le mie emozioni sono esagerate"), dobbiamo fornire un pensiero alternativo positivo ("le mie emozioni sono valide").
  • Cercare il sostegno dei propri cari: amici e familiari possono fornire un'altra prospettiva su ciò che sta accadendo e conforto nei momenti di difficoltà. È importante non evitare queste interazioni e consentire a noi stessi di essere vulnerabili con loro.
  • Chiedere aiuto: uno psicologo aiuterà a gestire questa situazione conflittuale e offrirà gli strumenti necessari per affrontare e superare gli ostacoli e le conseguenze.

Per molto tempo si è negata l'esistenza del gaslighting, ma la letteratura e il tempo hanno dimostrato il contrario. Esiste, è molto presente nella nostra società e molto spesso passa inosservato. Tuttavia, ora che conosci le sue tre fasi (idealizzazione, svalutazione e astensione) e disponi di diversi esempi illustrativi, ti sarà più facile individuarlo ed evitare di diventare vittima di questo maltrattamento psicologico.

Riferimenti (contenuto tradotto dallo spagnolo, lingua originale):
Anónimo (2 de diciembre de 2017). Gaslighting: el peligroso encanto del abusador que te llena de culpas y te hace dudar de tu cordura. BBC News. https://www.bbc.com/mundo/noticias-42174359
Bertan, P. (s.f.). Gaslighting: ¿en qué consiste esta sutil forma de abuso emocional?. Médico plus. https://medicoplus.com/psicologia/gaslighting
Devaney, S, (8 de febrero de 2021). Cómo identificar las señales de gaslighting en tu relación. Vogue México. https://www.vogue.mx/estilo-de-vida/articulo/gaslighting-que-es-ejemplos-como-salir-de-el
González, M. (27 de noviembre de 2020). Gaslighting, la forma de abuso que te hace creer que vives otra realidad. ABC. https://www.abc.es/bienestar/psicologia-sexo/psicologia/abci-gaslighting-forma-abuso-hace-creer-vives-otra-realidad-202011270117_noticia.html
Gurdian, N, (24 de enero de 2017). Gaslighting: el abuso emocional más sutil. Psicología y Mente. https://psicologiaymente.com/social/gaslighting
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Sarkis, S. (22 de junio de 2017). 11 Red Flags of ¨Gaslighting¨ in a Relationship. Psychology Today. https://www.psychologytoday.com/us/node/1098394/robots.txt
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